Nella Equitazione, la relazione tra l’uomo e il cavallo è al centro di ogni aspetto. I cavalieri devono saper sviluppare un rapporto basato sulla piena collaborazione e complicità del cavallo. Senza tale collaborazione i gesti atletici sarebbero troppo contratti, duri e richiederebbero un costo energetico ed emotivo che non consentirebbe un adeguato svolgimento di ogni tipo di esercizio o performance. Perché ciò avvenga è fondamentale una stretta collaborazione reciproca che nasce solo dalla fiducia. Quando ci si trova in sella ad eseguire allenamenti o competizioni con livelli di difficoltà elevate,  la fiducia deve essere totale.

Relazione uomo-animale

L’essere umano da secoli ha trovato nei cavalli i compagni fedeli per molte circostanze della vita. Dal lavoro nei campi alla guerra, dal tiro di carrozze e carretti alle manifestazioni agonistiche, riservando un grande spazio anche ai sogni di libertà che i cavalli comunicano. Non da ultimo, ai giorni nostri, gli equini sono anche importantissimi per la pet therapy. La loro funzione e aiuto diventa imprescindibile sotto molti aspetti.

Il cavallo è una specie con caratteristiche sensoriali, reattive, cinetiche e di uso dello spazio (fisico, sociale, mentale) tipici di un grande erbivoro monogastrico che si è evoluto in pianure e spazi aperti e in grado di cogliere l’insieme, ma anche i più piccoli dettagli del proprio ambiente.

Proprio per questo il confronto e la relazione con il cavallo aiutano la persona  a fare un forte lavoro di introspezione. Il cavallo e l’uomo per centinaia di anni hanno condiviso una connessione che va molto più in profondità di una cavalcata insieme. Questo nobile e imponente quadrupede è un attento osservatore, vigile e curioso. Non ha aspettative e risponde a ciò che viene comunicato non verbalmente.

Infatti, gli sport equestri   vanno ben oltre la competizione e l’addestramento tecnico in quanto sono  uno strumento per approfondire la comprensione di sé stessi e della relazione uomo-animale.

Il contatto e l’interazione con un animale così elegante e nello stesso tempo maestoso, invitano l’ essere umano a raggiungere una maggiore sicurezza nel gestire situazioni particolarmente problematiche. La conoscenza e il rispetto reciproco tra il cavallo e l’uomo, portano alla costruzione di una personalità più solida, dove l’animale stesso diventa uno stimolo per guardarsi dentro e credere maggiormente in se stessi

La competizione è il risultato di molte ore di lavoro e di esercizi differenti al fine di ottenere migliori performance. Ma anche le sconfitte sono delle preziose lezioni che aiutano a crescere ed a migliorarsi. Tutto questo contribuisce a rafforzare il legame con il cavallo; questo è il binomio.

Soprattutto in questo periodo storico, per l’umanità immersa in realtà virtuali e ritmi talmente veloci da essere, talvolta, al limite dall’alienazione, il cavallo offre uno specchio in cui riflettersi, un essere vivente che legge tutto il linguaggio non verbale: gesti, movimenti, secrezioni, odori e suoni che raccontano di ciascuna persona una verità che spesso non si è più in grado né di riconoscere, né di accettare.

L’uomo non comprende sempre i comportamenti del cavallo e spesso sbaglia il modo di approcciarsi con lui. Difatti esso è considerato dal cavallo un predatore ed è normale che ciò incuta timore al cavallo che è preda.

Bisogna sempre considerare questo in modo da capire e comportarsi di conseguenza alle azioni del cavallo per avere un rapporto equilibrato e sano.

Spesso i comportamenti dei cavalli da adulti dipendono da come sono stati trattati da puledri, e  l’uomo è la causa di cattivi comportamenti da adulti e molto spesso il cavallo non capisce i nostri modi di fare e finiamo per non maturare un buon rapporto avendo solo una regressione. Bisogna prendere in considerazione sempre il suo punto di vista in modo da non creare incomprensioni.

Il rapporto con il cavallo deve essere fondato sulla fiducia, dobbiamo cercare di capire sempre cosa ci vuole comunicare, anche se non è facile.

Il cavallo essendo preda non comunica spesso attraverso segnali vocali proprio per non attirare i predatori: il mezzo di comunicazione più usato è il linguaggio del corpo e la mimica facciale alla quale dobbiamo fare molta attenzione.

Inoltre, di fronte a un cavallo, non si riesce a fingere perché l’animale coglie quell’essenza che è nascosta ai più e spesso anche a se stessi. Uno specchio che con il suo comportamento riflette cose a cui non si è più abituati a pensare.

Per esempio la fretta, un concetto che, di fronte al cavallo, spesso porta solo a disastri.

Conclusioni

Attraverso la pratica dell’equitazione, possiamo approfondire la comprensione di noi stessi, della natura e della nostra inevitabile connessione con il mondo animale e con l’ambiente. La pratica degli sport equestri richiede una comprensione profonda dell’ambiente naturale in cui vivono i cavalli e delle pratiche di gestione quotidiane e sostenibili che promuovono il benessere degli animali e la conservazione dell’ecosistema circostante.

Il cavallo è un animale complesso ma affascinante, forte e potente con le sue mille sfaccettature che dà molto senza pretendere, difficile da capire se non con molto impegno.

Il rapporto tra cavallo e uomo deve essere basato sul rispetto senza forzature ne sofferenze, rispettando la sua natura. Solo attraverso ciò si potrà arrivare a grandi risultati con grandi soddisfazioni senza inutili sofferenze.

Bibliografia consultata
“Sport equestri, crescita personale e relazione uomo-animale”. Dott. Gianluigi Giovagnoli DVM – PhD – Spec. Sal. Anim. – ESMASS)

Ricordare che la valutazione del Benessere di un animale è di pertinenza Medico Veterinaria.

Clarita Cavallucci

Medico Veterinario PhD

Centro di Studio del Cavallo Sportivo, Università degli studi di Perugia